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Alpinisti scomparsi sul Nanga Parbat: elicottero in volo, nessuna traccia di Nardi e Ballard


Un elicottero militare pachistano è decollato stamattina per sorvolare il Nanga Parbat alla ricerca degli alpinisti Daniele Nardi e Tom Ballard, di cui non si hanno più notizie da domenica scorsa. La prima ricognzione ha avuto esito negativo: il velivolo ha sorvolato la zona sopra lo sperone Mummery, senza trovare tracce dei due scalatori ed ha quindi fatto rientro a Skardu per fare rifornimento. A breve è prevista una nuova ricognizione. Nel pomeriggio le condizioni meteo sul Nanga Parbat potrebbero peggiorare e pertanto le ricerche potrebbero proseguire via terra. L’ipotesi più concreta è quella di prelevare una cordata di alpinisti russi già acclimatati alla base del K2 e portarli sul Nanga Parbat. 

A bordo del velivolo c’erano lo scalatore pachistano Alì Sadpara, che ha scalato più volte la montagna, oltre agli alpinisti Karim Hayat e Rahmat Ullah Baig. L’autorizzazione al decollo dell’elicottero – negata in un primo momento per le forti tensioni tra India e Pakistan – è arrivata  dopo l’intervento dell’ambasciatore italiano Stefano Pontecorvo. 

Dei due alpinisti (Nardi, 42anni, di Sezze, in provincia di Latina, e l’inglese Ballard, figlio dell’alpinista Alison Hargreaves, morta nel ’95 sul K2, che da anni vive in Val di Fassa con il padre) non si sa più nulla da domenica scorsa, quando sono scesi al campo 4 dopo aver attrezzato una parte dello Sperone Mummery, una via al centro della parete Diamir ritenuta molto pericolosa. Nell’ultimo contatto parlavano di “meteo non buono, nebbia, nevischio e raffiche di vento”. Le nuvole hanno coperto la montagna anche lunedì e martedì, prima di lasciare spazio al cielo sereno. Ma i tentativi di avvistarli con i binocoli dal campo base sono risultati vani. Nessun segnale dai sistemi gps, nessun segnale dal telefono satellitare.



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