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Arresto genitori Renzi, è il giorno dell’interrogatorio


Sono arrivati pochi minuti prima delle 15 di lunedì 25 febbraio al tribunale di Firenze Tiziano Renzi e Laura Bovoli. I genitori dell’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, da una settimana agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Firenze che li vede indagati con le accuse di bancarotta e false fatturazioni. I coniugi Renzi dovranno rispondere alle domande del gip Angela Fantechi, che ha firmato la misura cautelare. L’interrogatorio si sta svolgendo al nono piano del palazzo di giustizia di Firenze.

Questa mattina, prima di essere interrogati dai magistrati, Tiziano Renzi e la moglie hanno fatto tappa nello studio del loro legale, l’avvocato Federico Bagattini. I due sono arrivati poco prima delle 11 a bordo dello stesso suv visto uscire dall’abitazione della figlia a Rignano sull’Arno dove si trovano agli arresti domiciliari dopo aver chiesto e ottenuto dal gip di potersi trasferire dalla loto villa di Rignano sull’Arno.

L’inchiesta Nell’inchiesta che vede indagati i genitori dell’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ci sono in tutto 18 indagati: amministratori e componenti del cda di tre cooperative – la Delivery Service, la Europe Service e la Marmodiv – che secondo l’accusa sono state “dolosamente caricate di debiti previdenziali e fiscali, e abbandonate al fallimento”. Ai domiciliari si trovaanche Mariano Massone, amministratore della Delivery Service, mentre è tra gli indagati per cui il pm Luca Turco non ha richiesto una misura Roberto Bargilli, ex autista del camper di Matteo Renzi durante le primarie del 2012.

Il prossimo 4 marzo i coniugi Renzi saranno in aula a Firenze per la prima udienza del processo su due false fatture. Proprio da quell’inchiesta sarebbe nato questo filone d’indagine. Secondo la procura la Delivery e la Europe Service, cooperative già fallite e la Marmodiv, per cui i pm hanno chiesto il fallimento, sarebbero state costituite essenzialmente per consentire alla Eventi6, l’azienda di famiglia, di avere a disposizione lavoratori dipendenti senza dover sopportare i costi degli oneri previdenziali ed erariali, tutti spostati in capo alle tre cooperative.


 

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