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Bambini morti di cancro, a Taranto in migliaia alla fiaccolata: “Tutto l’acciaio del mondo non vale una sola vita”


È il giorno del corteo per le vittime dell’inquinamento a Taranto. A un mese dalla scomparsa di Giorgio Di Ponzio, il 15enne morto a causa di un sarcoma contro il quale ha lottato per tre anni, l’associazione dei Genitori tarantini in memoria dei bimbi morti per il cancro e per le malattie connesse all’inquinamento ha organizzato la ‘Fiaccolata per i nostri angeli’.

Il sorriso di Giorgio continua a vivere, stampato sulle magliette dei partecipanti al corteo che attraversa le vie della città in cui è cresciuto e in cui coltivava le sue passioni, quella per il Taranto calcio, per il mare, la pesca e le moto. Dopo il raduno davanti all’ingresso principale dell’Arsenale alle 18, la marcia parte per il percorso su via Di Palma, piazza Immacolata, via D’Aquino, corso ai Due Mari, con la commemorazione conclusiva in piazza Carbonelli. In uno degli striscioni compare la scritta: “Tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino”.

Angelo e Carla Di Ponzio hanno raccolto decine di offerte destinate all’organizzazione della fiaccolata. Nei giorni scorsi, in nome dell’associazione “Giorgio forever”, il padre del ragazzo aveva chiesto simbolicamente ad “Arcelor Mittal e alle altre industrie fonte di inquinamento a Taranto di spegnere i propri impianti” per la giornata di lunedì 25, in rispetto alle vittime. L’azienda ha abbassato le bandiere a mezz’asta in segno di rispetto.

I coniugi Di Ponzio hanno scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere che ai bambini di Taranto venga riconosciuta una medaglia al Merito che “riconosca il loro calvario e il loro sacrificio avverso alle ingiustizie sociali e ambientali subite”. L’appello dei genitori di Giorgio viene rivolto anche a Papa Francesco per raccontare la situazione della città e chiedere “se l’enciclica ‘Laudato Siì abbia effetto su questa città martoriata dove ogni legge è stata sorpassata a favore del profitto e ogni matrice ambientale è stata violentata”.

Al sindaco Rinaldo Melucci poi chiedono di intitolare una piazza o un giardino della città alle ‘Vittime innocenti dell’inquinamento’ dove sia posta una lapide in marmo con i nomi dei bimbi deceduti incisi sopra.

Come la storia di Di Ponzio c’è anche quella di Domenico Palmisano, il 26enne di Palagiano morto dopo aver dato l’ultimo esame universitario prima della laurea in informatica. O come Vincenzo Mero, 19enne della provincia, scomparso due giorni prima dello scorso Natale per una leucemia. O come Alessandro, ucciso dal cancro a soli 7 anni. Le storie di dolore a Taranto sono tantissime e la marcia di oggi dei Genitori tarantini rappresenta non solo un modo per ricordarli ma anche per far sentire la propria voce.

In contemporanea con la fiaccolata di Taranto, a Pescara c’è stato un flashmob organizzato dal Par, Patto per l’Abruzzo resiliente, dedicato alle giovani vittime dell’inquinamento. L’appello degli organizzatori: “Diamo valore alla vita: i rischi ambientali e la salute pubblica riuguardano anche te”.

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