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Bus dirottato a Milano, Ousseynou Sy nel reparto protetti a San Vittore: i pm cercano il video-manifesto


Ha trascorso la prima notte sorvegliato a vista in carcere a San Vittore Ousseynou Sy, l’autista che ha dirottato e incendiato lo scuolabus mercoledì mattina alle porte di Milano. E’ stato però già trasferito nel reparto dei protetti, quello riservato ai detenuti che non possono stare insieme ad altri come i pentiti, sex offenders, coloro che hanno compiuto reati contro donne e bambini e gli ex appartenenti alle forze dell’ordine. Il colloquio prima con il medico di guardia, poi con lo psicologo del carcere: ma si aspetta l’interrogatorio di convalida del fermo, che potrebbe avvenire tra sabato e lunedì. Gli inquirenti dovrebbero inoltrare già oggi al gip la richiesta di convalida dell’arresto con le accuse di strage, sequestro di persona, incendio e resistenza e poi l’ interrogatorio di garanzia davanti al giudice potrebbe tenersi già domani. Ieri, davanti ai pm, l’uomo ha sostenuto che voleva arrivare fino a Linate col bus per poi scappare con un aereo verso il Senegal, ma con sé non aveva nulla, men che meno un biglietto aereo.

Il suo avvocato, Davide Lacchini, non ha ancora visto il suo assistito, ma spiega: “Si trovava in evidente stato di prostrazione fisica psicologica: è chiaro che la situazione gli è sfuggita di mano, ma ha ribadito che non aveva intenzione di fare del male a nessuno”, prosegue il legale, illustrando in questo modo linea della difesa. Si insiste dunque sulla versione del “gesto dimostrativo”, sebbene “sconsiderato”.

Gli investigatori stanno cercando di acquisire il video-manifesto postato dall’uomo sul suo canale Youtube – e di cui ha parlato ai pm – e inviato ai suoi conoscenti in Italia e in Senegal. Nel filmato l’uomo spiegherebbe le ragioni del suo gesto “contro le politiche migratorie italiane”. I carabinieri del Ros stanno lavorando per ricostruire quanto accaduto: hanno effettuato ieri perquisizioni nella casa e nell’auto di Ousseynou Sy, sequestrando anche materiale informatico. Nell’auto i militari avrebbero trovato una tanica e delle borse. I controlli sono stati eseguiti insieme ai colleghi del nucleo investigativo di Crema, dove Sy è residente. Secondo alcune indiscrezioni, l’autista nei giorni scorsi avrebbe ordinato via internet, tramite un collega, un taser, dicendo di doverlo regalare alla nuova compagna. Tutti questi elementi confermano la “premeditazione del gesto”, che è stata data per certa anche dal procuratore capo di Milano, Francesco Greco, e dal numero uno del pool antiterrorismo, il pm Alberto Nobili.

Nelle prossime ore il procuratore aggiunto Alberto Nobili e il pm Luca Poniz ascolteranno a verbale i bambini e gli accompagnatori delle due classi della scuola media di Crema.

E ancora: dalle indagini emerge che nel 2007, quando gli era stata sospesa la patente per guida in stato di ebbrezza, l’uomo aveva chiesto un permesso per malattia alla società Autoguidovie per la quale già lavorava, per evitare di spiegare perché non potesse guidare. Il Comune di Crema si costituirà parte civile nel processo a carico di Ouesseynou Sy, l’autista che ieri ha incendiato l’autobus su cui trasportava 51 alunni di seconda media. Lo ha spiegato il sindaco, Stefania Bonaldi, precisando che l’amministrazione comunale “non ha alcun potere di controllo” riguardo le condizioni del personale di Autoguidovie con il quale è stato stipulato un contratto con una gara d’appalto a livello provinciale.

 

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