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Castelli romani, migliora la bimba di 22 mesi picchiata da compagno della madre. “Prognosi resta riservata”


“La situazione clinica è in lento miglioramento. I parametri cardio-respiratori sono stabili. La bambina è stata estubata, è cosciente e ha ripreso l’attività respiratoria spontanea”. E’ quanto si legge nel bollettino medico emanato stamane dal  Bambino Gesù di Roma e relativo alla bimba di 22 mesi con evidenti segni di percosse,  giunta nella notte di mercoledì al Pronto Soccorso dell’ospedale e ancora ricoverata nel reparto di rianimazione. La prognosi rimane riservata.

 Dopo un primo ricovero all’ospedale di Ariccia, dove era stata portata dalla mamma che vive a Genzano, la situazione è apparsa subito grave ai medici che hanno riscontrato ecchimosi alla testa, ferite e morsi sul viso. Un pestaggio di cui dovrà rispondere il nuovo compagno della mamma, un 25enne di origini molisane, accusato ora di tentato omicidio.

Ed è stata proprio la mamma della piccola, una ragazza di 23 anni, incalzata dalle domande pressanti dei dottori del pronto soccorso, a confessare che a picchiare sua figlia era stato il suo nuovo compagno perché ” piangeva troppo forte”.

Da ieri dunque, Anna è nel reparto di terapia intensiva costantemente monitorata. Le condizioni cliniche sono stabili ma serie. La lesione più grave è l’ematoma celebrale che non può essere operato: “Lo stato di sedazione profonda dovrebbe consentire il riassorbimento e quindi il recupero per questo non abbiamo valutato la possibilità di operare “, spiegano i sanitari.

Ma solo quando verrà risvegliata, gli specialisti potranno valutare l’entità del danno. Da questa mattina, se il quadro clinico lo consentirà, verrà lentamente risvegliata e poi verranno eseguiti tutti i test specifici. Mentre le indagini proseguono per fare chiarezza su cosa sia accaduto mercoledì pomeriggio quando, secondo il racconto della mamma, la furia dell’uomo si è scatenata sulla bimba che ha altre due sorelle: una gemella e un’altra maggiore, di cinque anni.

Nell’ospedale romano è arrivata da sola, accompagnata solo dagli agenti della polizia di Genzano incaricati di fare luce sulla tragedia. La mamma infatti ancora ieri era nel commissariato dei Castelli Romani mentre il papà starebbe scontando una condanna in carcere: ” Stiamo facendo il possibile anche per farle sentire che non è sola – raccontano gli infermieri del reparto di terapia intensiva – ma adesso deve risvegliarsi, questa è la priorità. Si vede che è forte e che può farcela, le condizioni però sono gravi. Sarà fondamentale capire come reagisce agli stimoli”.

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