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“Combattere le Mst con vaccinazione, screening e test hiv salivari” – FonteCred



ROMA – Un milione di contagi al giorno nel mondo per malattie sessualmente trasmissibili (Mst) secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia la fascia d’età più colpita è quella dei giovani ‘adulti’, tra i 15 e i 24 anni. E’ possibile ridurre il contagio praticando sesso protetto e magari conoscendo lo stato di salute del proprio partner. Per fare un po’ di chiarezza sui concetti base tra infezione e malattia conclamata, i comportamenti da evitare e i test che possono accertare lo stato di salute l’agenzia Dire ha intervistato Antonietta Spadea, direttore della Uoc Tutela e Promozione della Salute Distretto 14-Asl Roma 1.

– Ci può spiegare la differenza tra infezioni e malattie sessualmente trasmesse?
“L’infezione è la presenza di un batterio, di un fungo, di un virus che sta invadendo il corpo diverso è nel caso in cui abbiamo una sintomatologia e dunque possiamo parlare già di malattia. Le infezioni per loro natura sono inapparenti e dunque possono essere per questo involontariamente trascurate. Pensiamo ad esempio al virus dell’Hiv che ci mette 10 anni per dare i primi segni a carico soprattutto del sistema immunitario che si va man mano depauperando con conseguente riduzione di risposta rispetto ad altre infezioni. E quindi che sintomatologia può esser riscontrata e mettere in allarme? Pensiamo al caso dunque di una persona che si ammala in maniera seria per il virus del raffreddore che solitamente guarisce da solo in 3 o 4 giorni. Dico questo non a caso perchè i primi casi di Aids si sono verificati proprio in due pazienti ricoverati per forme gravissime di un fungo che noi consideravamo saprofita, cioè che non dà nessuna forma di patologia, per il quale i due soggetti in questione sono addirittura morti. Ma pensando anche ad altri virus oltre l’Hiv, come ad esempio il papilloma, specialmente alcuni sierotipi più aggressivi che danno luogo a forme cancerogene e con tempi che vanno dai 5 ai 10 anni caratterizzati da forme silenti. Attraverso uno screening Hpv Dna Test o uno screening attraverso il Pap Test possiamo rilevare un’infezione silente e che non ha dunque ancora manifestato nessun tipo di sintomo ma che però sta lavorando”.

– Come è possibile prevenire? Pensiamo alle vaccinazioni…
“Per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse uno dei metodi meccanici è sicuramente l’uso del profilattico che riesce ad essere un buono strumento anche se non riesce ad assicurare il 100 per cento della prevenzione dalle infezioni. Ancor meglio possono aiutare le vaccinazioni seppur non possono garantire anch’esse la copertura totale delle infezioni. Nel caso del papilloma virus esiste un vaccino sicuro però efficace che ha anche una notevole risposta in quanto offre una protezione che rasenta il 99%. In questo caso è chiaro però abbiamo un’ottima protezione nei confronti dei sierotipi contenuti ovviamente nel vaccino in questione. Oggi esiste un vaccino nonavalente che raccoglie nove sierotipi di Papilloma virus e che sono il 2, il 6 e l’11 che si manifestano attraverso le forme condilomidose e le altre sette che vanno a prevenire le altre forme che danno luogo a tumore del collo della cervice, della vagina, della vulva, anale, del pene e poi i tumori orofaringei che sono sempre più frequenti. Anche quest’ultimo tipo è legato sempre ad una trasmissione di tipo sessuale. La vaccinazione viene offerta gratuitamente a tutti i ragazzi e le ragazze a partire dagli 11 anni e per i maschi, in particolar modo dalla coorte del 2006 mentre per le ragazze l’offerta è partita già dal 2008 e fino al compimento dei 19 anni”.

– Dove ci si può vaccinare?
“Nei centri vaccinali sicuramente e inoltre si ha la possibilità di avere con una partecipazione della spesa, quindi con un ticket ridotto rispetto al costo del vaccino acquistato in farmacia. Dunque basta prendere l’appuntamento e la vaccinazione può essere somministrata”.

– Vaccinazione e screening, ci spiega le differenze e le sinergie?
“Sono due strumenti della prevenzione molto diversi. La vaccinazione agisce come prevenzione primaria. Nel caso di una persona ad esempio che non ha alcun caso di infezione e la stiamo proteggendo inoculandone un certo antigene che andrà a produrre degli anticorpi. Quando il virus che produce gli stessi antigeni, entreà nel corpo del paziente, verrà riconosciuto dall’anticorpo che si lega e distrugge il virus. In questo caso parliamo di prevenzione primaria perchè non c’è stata questa infezione e quindi si lavora su un terreno ‘vergine’. Lo screening invece sia nel caso del Dna Hpv Test sia del Pap Test vanno invece a ricercare la presenza del virus o la presenza di cellule in qualche maniera anomale. Insomma, se da una parte la vaccinazione va ad agire facendo una prevenzione per la quale sicuramente la malattia non dovrebbe più venire, con lo screening noi riusciamo a fare una diagnosi precoce in maniera che il virus o il batterio non siano in grado di manifestare la malattia e quindi di originare un danno grave. Le due forme di prevenzione allora viaggiano perfettamente a braccetto. Fare la vaccinazione anche in persone che abbiano iniziato ad avere rapporti sessuali è assolutamente ancora molto indicato e anche laddove sia stata fatta già diagnosi di presenza di papilloma virus anche perchè, come detto, sono tantissimi i tipi di papilloma virus. Bisogna comunque fare lo screening perchè anche nel caso del vaccino nonovalente, protegge molto bene ma contro questi nove sierotipi e quindi seppur più rari possono essere presenti anche altri sierotipi per quali l’unica forma di prevenzione sarà andarli a cercare attraverso il Dna Test o con il Pap test”.

– Come Asl Roma 1 già da tempo avete avviato una campagna di prevenzione che include un test salivare per Hiv gratuito, anonimo e rapido. Come funziona e come si accede?
“Nel consultorio, due giorni al mese, si apre uno spazio dedicato proprio alla somministrazione di questi test. Vale la pena ricordare però che non ci si limita solo ad un ‘brushing’ all’interno della bocca per raccogliere le cellule contenute nella saliva ma l’intervento è più complesso perchè sono presenti il ginecologo, l’infermiere, lo psicologo, un assistente sociale e l’ostetrica. Tutte queste figure insieme sono in grado di fornire risposte agli utenti e si coglie anche l’occasione per promuovere gli stili di vita e ricordare loro di non mettersi in situazioni di pericolo. Nel 2018 insieme allo screening del test salivare abbiamo proposto anche il test per la diagnosi precoce dell’infezione da Sifilide perchè si è visto che la positività alla Sifilide potrebbe anticipare di qualche mese la scoperta da infezione Hiv. Associare i due test aveva dunque un certo vantaggio. In questo momento il test per Hiv viene offerto sia nel consultorio di Monte Mario presente al V padiglione del Presidio di Santa Maria della Pietà ma anche nel consultorio familiare del quartiere di Prima Valle. Viene data informazione di queste giornate sui social, in questo l’Asl Roma 1 è molto attiva, sia su Instagram, Twitter e su Facebook oltre che sulla pagina Web attraverso cui viene data informazione dettagliata di queste giornate”.

– Come vede la possibilità di aprire ai minorenni, senza il consenso dei genitori, ad accedere al test per HIV?
“La vedrei benissimo. Noi oggi offriamo la possibilità di effettuare il test a tutti i cittadini sopra i 18 anni e a quelli di età inferiore se accompagnati dai genitori. E’ chiaro però che ci troviamo davanti al caso in cui il minorenne che possiamo considerare ‘adultizzato’, almeno sopra i 16 anni, potrebbe essere una buona occasione di poter offrire anche il test senza essere accompagnati dai genitori. Siamo in attesa della risposta del Garante”.

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