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Il testamento di Orsetti: “Me ne sono andato con il sorriso sulle labbra”


Si chiude con “Serkeftin”, la parola curda che significa vittoria il testamento di Lorenzo Orsetti. Il volontario italiano ucciso dall’Isis a Baghuz, in Siria, ha lasciato un messaggio testamento che è stato diffuso su Facebook da un suo amico, Davide Grasso. Il testo, firmato insieme ad altri due combattenti, è una consuetudine per i volontari che si uniscono alle forze curde in Siria e descrive gli ideali che hanno portato il fiorentino a unirsi alla battaglia contro l’Isis.

“Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo. – comincia la lettera –  Beh non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così; non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, uguaglianza e libertà. Quindi nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio”.

“Vi auguro tutto il bene possibile e spero che anche voi un giorno (se non l’avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, – continua il messaggio – perché solo così si cambia il mondo. Solo sconfiggendo l’individualismo e l’egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza. Sono tempi difficili, lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza; mai! neppure un attimo.

Anche quando tutto sembra perduto, e i mali che affliggono l’uomo e la terra sembrano insormontabili, cercate di trovare la forza, di infonderla nei vostri compagni.
È proprio nei momenti più bui che la vostra luce serve.
E ricordate sempre che ‘ogni tempesta comincia con una singola goccia’. Cercate di essere voi quella goccia.

Vi amo tutti spero farete tesoro di queste parole. Serkeftin!
Orso,
Tekoser,
Lorenzo”

 


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