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La Regione: “Ludopatia è un’emergenza sanitaria”, il caso Ventimiglia dove ogni abitante si gioca uno stipendio all’anno


La memoria con cui il Comune della città di confine ha vinto la causa al Tar, fornisce nuovi dati inquietanti sul gioco d’azzardo legalizzato


In Liguria il gioco d’azzardo patologico ma legalizzato ha “raggiunto caratteristiche di emergenza” e a Ventimiglia, la città al centro di un’importante contesa  in tema di sale slot, le giocate annue pro-capite corrispondono a uno stipendio mensile.
Analisi e dati inquietanti contenuti nella memoria con cui l’avvocato genovese amministrativista Daniela Anselmi, in rappresentanza del Comune di Ventimiglia pochi giorni fa ha ottenuto dal Tribunale Amministrativo Regionale un’importante vittoria. I giudici del Tar hanno respinto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza “No slot”, emessa dal sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano, presentata dalla società “Fun Seven srl”, ditta concessionaria e distributrice degli apparecchi da gioco con vincite in denaro. Il provvedimento prevedeva lo spegnimento, dalle 7 alle 19, delle slot e delle altre apparecchiature da gioco con vincite in denaro negli esercizi commerciali e pubblici e nelle sale da gioco in città. “A fronte di un interesse meramente patrimoniale, appaiono di gran lunga prevalenti le esigenze di tutela della salute pubblica sottese al provvedimento impugnato”, è scritto nella motivazione.
    Secondo il Comune, a Ventimiglia ci sono giocate annue di 25 milioni, con 232 apparecchi slot e un rapporto apparecchi/abitanti 9,6/1000. “Siamo felicissimi di questa notizia che ci rafforza per continuare la nostra battaglia contro il fenomeno della ludopatia”, ha detto Ioculano.
La memoria difensiva del Comune di Ventimiglia, oltre agli aspetti più strettamente tecnici e giuridici, affronta anche gli aspetti sociali della ludopatia producendo una documentazione ufficiale sull’argomento che aumenta il senso di inquietudine.

Ad esempio nel Piano socio sanitario della Regione  Liguria  2017-2019, nel capitolo intitolato “Dipendenze” si legge che “particolare attenzione va posta al Gioco d’Azzardo patologico (GAP),  fenomeno  relativamente  recente, ma  che  oggi  ha  raggiunto  caratteristiche  di emergenza:  la  stima  dei  giocatori  d’azzardo  problematici  varia  dall’1,3%  al  3,8% della popolazione generale e si stima  che  i giocatori d’azzardo patologici siano  intorno all’1,6%. Le fasce di popolazione maggiormente interessate sono  i  giovani  e  gli anziani. Ad oggi sono  circa 400 i soggetti in carico ma il fenomeno è destinato ad aumentare” .
Dai dati dei Monopoli di Stato emerge poi che “nel  Comune  di  Ventimiglia  le  giocate  pro  capite  nel  2016  hanno  raggiunto  il valore di euro 1.015,00 su un reddito medio di euro 16.161,00 …Si  tratta con  tutta evidenza di un dato  socialmente assai  rilevante, dal momento che  significa  che  mediamente  un  ventimigliese  spende  in  gioco  d’azzardo  (e prevalentemente tramite slot machine) il valore di uno stipendio (o di una pensione)  mensile,  che  sottrae  con  tutta  evidenza  ad  altre  esigenze,  anche  primarie”.
L’avvocato Anselmi ricorda poi che “Come ben illustrato nella stessa Ordinanza, il Comune di Ventimiglia, come molti altri Comuni in Italia, si trova a dover fare i conti con il fenomeno, assai grave sia dal punto di vista sociale che di quello della salute pubblica, della cosiddetta ludopatia.  …Tale patologia (anche detta GAP o DGA) è stata riconosciuta ufficialmente come disturbo psichiatrico  a  sé  stante dall’American Psychiatric Association nel 1980: nel 1994,  il GAP stato classificato nel DSM-IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) come “disturbo del controllo degli impulsi non classificati altrove”.


La Regione: "Ludopatia è un'emergenza sanitaria", il caso Ventimiglia dove ogni abitante  si gioca uno stipendio all'anno

Se il Piano socio sanitario della Regione registra 400 ludopatici accertati e in cura, nel ricorso si sottolinea che “che  il  numero  reale  delle  persone  affette  da  ludopatia  sia  significativamente maggiore dal  momento  che  buona  parte  rimane  “sommerso”,  in  ragione  del  fatto  che moltissimi soggetti non si rivolgono alle strutture sanitarie e ai servizi sociali, né si rendono conto di essere vittima della patologia descritta”.
Sempre tenendo presente il “sommerso” nel ricorso si ricorda che “la  gravità  delle  conseguenze  di  tale  fenomeno  emerge,  tra  l’altro,  dai  dati trasmessi  dalla  ASL  all’Amministrazione comunale ventimigliese con nota del 27 luglio 2018. Come già riportato nella stessa Ordinanza di cui si discute, in essa si rileva che la livello regionale le richieste di cura sono costantemente in aumento e i soggetti in  carico  ai  SERT  dei Dipartimenti  di  Salite Mentale  e Dipendenze  liguri  per gioco d’azzardo patologico sono triplicati nel giro di appena cinque anni, dal 2011 al 2016. Più specificamente,  inoltre,  la ASL 1 Imperiese ha  in carico 49 persone con  Diagnosi  di  Disturbo  e  Gioco  d’Azzardo  ma,  tuttavia,  tale  dato,  è  solo  parziale”.
Per quanto riguarda  il caso di Ventimiglia ora il Tar dovrà pronunciarsi nel merito.
 
 
 
 

22 febbraio 2019 – Aggiornato alle




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