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Migranti: Bartolo, il medico di Lampedusa, lascia Leu e aderisce a Demos


Addio a Leu e un no alle lusinghe di Forza Italia: Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa in prima fila nei soccorsi ai migranti, approda in Demos, Democrazia solidale, la rete federativa fatta di esperienze territoriali, iniziative civiche e amministratori locali che racchiude molti delusi del Pd e soprattutto esponenti cattolici di centrosinistra. Nel corso di una conferenza stampa alla Camera, con il coordinatore del movimento e consigliere regionale del Lazio Paolo Ciani, e l’ex viceministro degli Esteri, Mario Giro, Bartòlo spiega perché ha lasciato Liberi e uguali. “Leu aveva un bel programma che io condividevo, teneva al centro i deboli e questo coincideva con le mie idee – ha ricordato – rifiutai la candidatura al Senato perchè ero troppo impegnato a Lampedusa”. Leu però “non è mai stato il mio partito – ha assicurato – i principi e le idee che porta avanti Demos sono proprio quelli che io condivido in pieno”.

Il medico è poi intervenuto sul caso della Diciotti, con il voto della giunta sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno previsto domani: “La legge è legge, Salvini va processato e se è innocente allora dimostrerà che ha fatto il bene dell’Italia altrimenti pagherà come tutti gli altri. Deve difendersi nel processo, non dal processo”, ha attaccato. “Non ho l’ambizione di fare il parlamentare – ha proseguito – voglio dare il mio contributo perchè le cose vanno sempre peggiorando”. Secondo Bartòlo oggi i migranti “vengono trattati come esseri inferiori, come i meridionali una volta. Proprio noi che abbiamo invaso il mondo da migranti economici, non li vogliamo. Abbiamo il dovere di aiutare i più deboli: rispetto, fratellanza e amore sono i valori che danno un senso alla nostra vita”.

Nel dibattito politico, ha concluso, “mi sembra si discuta solo di provvedimenti che continuano a dividere l’Italia, tra Nord e Sud, tra ricchi e poveri, portando odio, terrore e paura”. Una stoccata ai sovranisti è arrivata da Mario Giro perchè “il popolo sovrano non appartiene a nessuno e nessuno se ne può appropriare”, ha osservato. Infine Paolo Ciani si è detto fiero dell’adesione di Bartòlo, “rappresentante di una nuova politica in grado di rammendare le lacerazioni della società davanti al vento populista”.

Bartolo nelle scorse settimane aveva ricevuto l’invito a candidarsi alle Europee da parte del commissario siciliano di Fi Gianfranco Micciché: “Preferisco continuare a fare il mio mestiere”, era stata la risposta del medico, protagonista del film “Fuocammare” di Gianfranco Rosi, vincitore dell’Orso d’oro a Berlino nel 2016. L’allora premier Matteo Renzi, subito dopo quell’affermazione, andò in consiglio europeo e distribuì 27 copie del film ai leader europei.

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