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Ponderano, la sindaca che nel maxiospedale sposa gli innamorati prima che uno dei due muoia



“Da quando l’ospedale è a Ponderano, avrò celebrato una dozzina di matrimoni d’urgenza. Ovviamente tutti casi drammatici, che mi hanno spezzato il cuore”. Elena Chiorino, sindaca del piccolo Comune alle porte di Biella,  l’ha raccontato in conferenza stampa, dettagliando quanto abbia pesato per il proprio paese la presenza di una struttura tanto grande quanto importante qual è l’ospedale biellese inaugurato nel 2014. Una storia drammatica che nel giorno di San Valentino mostra un altro volto dell’amore, quello legato alla sofferenza e alla volontà di non slegarsi mai, nonostante tutto. 

“Si trattava di coppie – spiega Chiorino – che di lì a poco si sarebbero dovute separare, perché lui o lei erano in fin di vita. A volte la morte è avvenuta solo poche ore dopo il fatidico sì: uomini, donne, giovani o anziani. Situazioni disperate e allo stesso tempo straordinariamente emozionanti. Per giorni mi sono poi portata dentro i volti ed i racconti di queste persone, la loro sofferenza e il loro amore verso qualcuno o qualcuna, che avrebbe poi dovuto convivere con una grande perdita, un lutto difficile da sopportare”.

Racconta ancora la sindaca: “Negli anni ho sposato sia coppie giovani sia coppie di anziani. Uomini e donne che per le ragioni più svariate non si erano sposate e, poco prima di morire, avevano deciso di unirsi in modo ufficiale. E non sempre per una questione di garanzie legali da assicurare al compagno o alla compagna. Spesso si trattava solo di una questione affettiva… Un ultimo gesto d’amore prima di dirsi addio. Casi diversi ma sempre strazianti e, allo stesso tempo, capaci di colpirmi per la loro forza”.

“Sono stata chiamata di sabato e di domenica, spesso, e una volta pure il 31 dicembre – racconta ancora la Chiorino -. Ho quasi sempre celebrato i matrimoni ma ho pure fatto da testimone, perché la legge prevede che siano almeno quattro in questi casi, a differenza di quando si è in municipio, quando ne bastano due. Medici e infermieri di turno si sono sempre resi disponibili, ma a volte si fanno le corse perché manca qualcuno. Da prassi vengo contattata dal personale dell’ospedale, ma spesso mi hanno telefonano conoscenti o sindaci a cui si sono rivolte persone in fin di vita. E allora mi sono precipitata o magari ho dovuto chiedere uno sforzo al personale del Comune, per preparare le pratiche in pochissimo tempo”.

“Ricordi particolari? Tanti, spesso bellissimi pur nella drammaticità – conclude – Ricordo una coppia che era addirittura riuscita a comprare delle bomboniere da consegnare ai pochi presenti nella stanza e in reparto. Tutto è stato fatto in fretta e furia. Era lei ad essere gravemente malata, ricordo. Desiderava molto la presenza di questo piccolo dettaglio, dopo la cerimonia. Il marito ed i parenti si sono dati molto da fare in quei momenti concitati. E così quando mi presentai in reparto, mi venne dato questo oggettino. Ovviamente lo conservo ancora oggi, anche se sono trascorsi alcuni anni”.

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