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Rifiuti a Roma, revocato il Cda dell’Ama: “Disservizi e obbiettivi mancati”. Raggi silura Bagnacani


Dopo mesi di tensioni sul bilancio 2017 di Ama, e “preso atto” dei disservizi e del mancato raggiungimento da parte della governance degli obiettivi prefissati” Virginia Raggi ha deciso di staccare la spina al consiglio di amministrazione della municipalizzata. La decisione è arrivata al termine di una lunga riunione tecnica iniziata alle 15 di domenica in Campidoglio e diventata politica con l’annuncio in giunta alla presenza di parte dei consiglieri 5S.

Senza cda, Ama sarà guidata dal collegio sindacale. Una mossa a sorpresa, considerando che nelle ultime ore l’azienda di via Calderon de la Barca si era tutelata con un parere chiesto allo studio legale di Antonio Catricalà, ex sottosegretario di Stato e già  presidente dell’Antitrust. Secondo il superavvocato, i sindaci che ora prenderanno le redini di Ama sono già scaduti e andrebbero sostituiti con altri professionisti.

Il Campidoglio, però, va avanti lo stesso e annuncerà una call per trovare un nuovo presidente e nuovi consiglieri di amministrazione. Ai saluti, quindi, c’è Lorenzo Bagnacani, il manager strappato da Raggi alla Torino dell’altra sindaca grillina Chiara Appendino.

Dieci giorni fa la giunta aveva bocciato la proposta di bilancio 2017 della società partecipata dei rifiuti del Campidoglio, con le successive dimissioni dell’ex assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari.

 

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