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Servizi segreti: “Rischio aumento razzismo in vista delle Europee”



Xenofobia, terrorismo, cyber-spionaggio: sono i principali temi sui quali si è concentrato l’allarme dei Servizi segreti, nella Relazione consegnata al Parlamento.

Razzismo e xenofobia
In vista delle elezioni europee c’è il rischio concreto che possano aumentare gli episodi di intolleranza nei confronti degli stranieri. La Relazione spiega che nell’anno trascorso l”ultradestra si è caratterizzata “per una pronunciata vitalità”, riproponendo “le sue consolidate linee di tendenza: competizioni ‘egemoniche’, interesse ad accreditarsi sulla scena politica mantenendo uno stretto ancoraggio alla base, propensione ad intensificare le relazioni con omologhe formazioni estere”. Spiegano i Servizi che le formazioni “hanno fatto leva su iniziative propagandistiche e di protesta, soprattutto in talune periferie urbane, centrate sull’opposizione alle politiche migratorie, nell’ambito di una più ampia mobilitazione su tematiche sociali di forte presa (sicurezza, lavoro, casa, pressione fiscale). Tale attivismo, potrebbe aver concorso ad ispirare taluni episodi di stampo squadrista, oltre che gesti di natura emulativa, e potrebbe conoscere un inasprimento con l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale europeo”.

Antifascimo-estrema destra: rischio aumento scontri
Rischia di intensificarsi la “conflittualità” tra antifascisti ed estremisti di destra: uno scontro che potrebbe portare a “criticità” per l’ordine pubblico. L’intelligence sottolinea come la “mai sopita ostilità tra estremismi di opposta matrice” possa deflagrare in qualcosa di più pericoloso. La propaganda e le pratiche del movimento ‘antifa’, dicono infatti gli 007, hanno subito nel 2018 una “radicalizzazione” dovuta ad una “percepita crescita di visibilità e protagonismo” dei militanti di estrema destra su questioni riguardanti sicurezza, migranti, disagio sociale. E questa “accentuata propensione allo scontro – è la conclusione dell’intelligence – rischia di aggravare la conflittualità tra i due fronti, con una possibile intensificazione di provocazioni, aggressioni e reazioni in grado di generare criticità sul piano dell’ordine pubblico”. Sul fronte dell’estremismo interno quella rappresentata dagli anarco-insurrezionalisti resta “l’espressione più insidiosa”.

Terrorismo: allarme radicalizzati in casa
Per la Relazione, “esiste la possibilità che al Qaida sfrutti l’indebolimento del cosiddetto ‘Stato Islamico’ per un rilancio dell’attività terroristica”. In Italia, il rischio maggiore è rappresentato dal fenomeno dei radicalizzati in casa, “un bacino sempre più ampio e sfuggente”. Il web si conferma per l’ideologia jihadista il mezzo più immediato ed efficace “per fare proselitismo, scambiare materiale apologetico che istiga alla lotta contro i ‘miscredenti’ e veicolare istanze radicali antioccidentali anche nel nostro Paese”. Per gli analisti “si gioca una partita importante sul piano della prevenzione. Il numero dei foreign fighters partiti per la Siria e l’Iraq e collegati a vario titolo con l’Italia è salito da 129 a 138. 

Migranti: sbarchi in calo, ma preoccupano quelli “occulti”
Il calo degli sbarchi di migranti sulle coste italiane – che ha fatto segnare una contrazione dell’80% nel 2018 – è dovuto alla “rafforzata capacità della Guardia Costiera” libica da un lato e alla “drastica riduzione delle navi delle Ong” davanti alle coste nordafricane dall’altro che, “di fatto, ha privato i trafficanti della possibilità di sfruttare le attività umanitarie” ricorrendo a barconi e gommoni fatiscenti e a basso costo. I Servizi sottolineano anche che sul calo ha inciso anche “il potenziamento dei controlli a sud della Libia, specie in territorio nigerino”. Tuttavia un fenomeno che non deve essere sottovalutato è quello degli “sbarchi occulti”, cioè le traversate effettuate con mezzi veloci per evitare di essere intercettati in mare e per evitare i controlli al momento dello sbarco, che potrebbero consentire l’arrivo di persone legate al terrorismo.

Cyber attacchi quintuplicati
Nel 2018 il numero complessivo dei cyber attacchi è più che quintuplicato rispetto all’anno precedente, prevalentemente in danno dei sistemi informatici di pubbliche amministrazioni centrali e locali (72%). È stato rilevato, in particolare, un sensibile aumento di attacchi contro reti ministeriali (24% delle azioni ostili) e contro infrastrutturericonducibili ad enti locali (39% del totale del periodo in esame, con una crescita in termini assoluti pari a circa 15 volte. AI gruppi ‘hacktivisti’ vanno attribuiti anche gli attacchi contro risorse web e social media delle principali forze politiche nazionali, specie in prossimità della tornata elettorale del 4 marzo. E ai medesimi collettivi è da ricondurre pure un cospicuo numero di attacchi – più che triplicati rispetto al 2017 – in danno di soggetti privati, riguardanti per lo più i settori delle telecomunicazioni (6%) e dei trasporti (6%), con particolare focus verso operatori del settore energetico (11%) e relativi fornitori. 

Camorra, spaccio droga sui social network
Nella realtà camorristica cresce il “ricorso a ‘piazze di spaccio virtuali’,  gestite sui social network con consegna dello stupefacente a domicilio anche in aree della città al di fuori della ‘competenza’ dei singoli clan”. È una delle novità segnalate dalla Relazione dei Servizi segreti. La pratica si spiega anche con l’interesse dei clan storici, “anche a seguito della scarcerazione di esponenti di primo piano, a svolgere un ruolo di mediazione rispetto ai gruppi minori, tentando una ridefinizione delle competenze territoriali, resa assai complessa dalla vicinanza fisica fra i sodalizi”.

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