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Torino, agenzia Onvista: “Arrestati i dirigenti tedeschi della Thyssen, sentenza eseguibile per i giudici”


Dopo undici anni e mezzo dalla tragedia della Thyssen in cui persero la vita sette operai, è arrivato il momento per l’ex amministratore Harald Espenhahn e per il dirigente Gerard Priegnitz di scontare la loro condanna: sono stati arrestati questa mattina in Germania in esecuzione alle condanne definitive a nove anni e sei anni e dieci mesi di reclusione.  Così  riferisce l’agenzia tedesca Onvista. La decisione arriva a pochi giorni dalle polemiche in seguito al servizio televisivo delle Iene che aveva messo in dubbio la possibilità che la giustizia tedesca non ottemperasse alla sentenza italiana per possibili vizi procedurali. Non è stato evidentemente così, e per i due manager dell’acciaieria si sono aperte le porte del carcere.

La sentenza della Cassazione era arrivata nel 2016, che aveva confermato le condanne inflitte nel secondo processo d’appello di Torino nei confronti dei sei imputati per l’incendio che si era sviluppato la notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007. Un’esplosione di olio incandescente aveva travolto come una nuvola di fuoco i sette operai, uccisi, alcuni, dopo giorni di agonia.

Mentre i quattro dirigenti avevano iniziato a scontare le loro condanne lo stesso giorno del verdetto della Cassazione, Espenhahn e Priegnitz erano rientrati in Germania dove, secondo le regole della giustizia tedesca, era necessario verificare che i procedimenti giudiziari italiani si fossero svolti correttamente. Per le loro regole normative, tuttavia, potrebbero dover scontare solo 5 anni, il massimo consentito per l’accusa di omicidio colposo.

Una lunga vicenda giudiziaria, tra atti tradotti e trasmessi più volte, durata quasi tre anni, che più volte aveva portato le autorità italiane a sollecitare quelle tedesche mentre i familiari delle vittime invocavano giustizia.

In carcere in Italia hanno quasi terminato di scontare le loro pene il direttore dello stabilimento italiano, Marco Pucci, condannato a sei anni e dieci mesi; il membro del comitato esecutivo dell’azienda, Daniele Moroni, condannato a sette anni e sei mesi; l’ex direttore dello stabilimento, Raffaele Salerno, a otto anni e sei mesi; e il responsabile della sicurezza, Cosimo Cafueri, a sei anni e otto mesi.

La notizia è stata accolta con grande soddisfazione da Raffaele Guariniello, l’ex pubblico ministero che seguì il processo torinese. “L’importante è che i dirigenti tedeschi scontino le pene, come avvenuto per i manager italiani. Sono passati tanti anni dalla tragedia, ma questo è un giorno importante perché giustizia è stata fatta”.

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