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Torino, il Comune decide l’ingresso a pagamento in centro ma i negozianti si ribellano


La “zona a traffico limitato” di Torino, in vigore ora dal lunedì al venerdì dalle 7,30 alle 10,30 – in pratica, centro chiuso fino a metà mattina eccetto che ai residenti e a poche categorie esentate dal divieto – si estende fino alle 19,30: entrare si potrà, ma a pagamento, tra i 3 e i 5 euro a seconda della categoria di inquinamento dei veicoli, e con due ore di parcheggio gratuito.

Sono le principali novità contenute nelle linee di indirizzo di “Torino Centro Aperto” approvate questa mattina dalla giunta Appendino per rivedere, a 25 anni dal varo del primo provvedimento di limitazione al traffico nella città della Mole, le modalità di accesso al centro storico del capoluogo piemontese. E’ l’annuncio di una “rivoluzione” che arriva 24 ore dopo l’entrata in vigore, a Milano, dell’Area B, la più vasta zona a traffico limitato d’Italia e la seconda in Europa dopo quella di Bruxelles. 


Torino, il Comune decide l'ingresso a pagamento in centro ma i negozianti si ribellano

Una protesta davanti al Comune contro il progetto di Ztl prolungata e a pagamento

La revisione delle regole di accesso nel centro di Torino, si legge nella delibera, si giustifica con la necessità di “rivitalizzare l’area centrale dal punto di vista economico e ambientale attraverso l’adozione di nuove misure adeguate alle attuali esigenze di contenimento del traffico”.L’intervento, prosegue il documento, “riveste altresì carattere di urgenza sotto il profilo ambientale per far fronte alle procedure di infrazione che l’Unione Europea ha varato contro l’Italia”, con particolare riferimento “alla situazione della qualità dell’aria nell’agglomerato di Torino”.

La riforma, avverte l’assessora alla Mobilità, Maria Lapietra, “partirà solo dopo l’arrivo dei nuovi autobus che consentiranno il potenziamento del servizio di trasporto pubblico”, e dopo l’approvazione delle linee guida con l’affidamento della gestione del progetto, la definizione delle regole di accesso e le tariffe precise. Durante tutto questo periodo, aggiunge Lapietra, “proseguiranno i tavoli di lavoro che già nel corso dell’anno passato hanno coinvolto le associazioni dei commercianti, i residenti” e tutte le altre categorie interessate.

Ma è proprio dai commercianti che arrivano le bordate più dure contro il progetto: “Il Comune ritiri la delibera sulla Ztl” chiede Confesercenti con il suo presidente Giancarlo Banchieri, che aggiunge: “In sostanza ci sono state dette tre cose: la Ztl viene prolungata alle 19,30, il suo perimetro non cambia, è previsto un ticket d’ingresso fino a cinque euro. Se questi sono i punti fondamentali, è evidente che qualsiasi proposta di ‘confronto’ appare del tutto strumentale e in malafede, perché riguarda non la sostanza ma soltanto aspetti del tutto secondari. Insomma, tanto per rimanere in tema, il Comune ha scelto l’auto, il modello, la cilindrata, il tipo di alimentazione, il motore e a noi chiede un parere sul colore”.

Contraria alla Ztl a pagamento anche l’Ascom, con la sua presidente Maria Luisa Coppa: “Siamo di fronte a una scatola vuota – commenta – Non possiamo essere d’accordo. Non si capisce niente, non hanno detto nulla sulle modalità di accesso, sui costi. Dicono che è un primo passo e dopo ci sarà concertazione. Il provvedimento ci appare estremamente pericoloso e dannoso non solo per il commercio, ma anche per chi entra in centro per usufruire dei servizi. Il rischio è di assistere ad un’ulteriore fuga dal centro storico. Per questo chiediamo l’apertura di un vero tavolo di confronto le associazioni di rappresentanza dei commercianti”.

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